I librai bergamaschi: no agli sconti Mondadori
Sintesi dell'articolo pubblicato sull'Eco di Bergamo

Sconto? No grazie. La Mondadori lancia la sua campagna promozionale, i librai bergamaschi rispondono picche. Una defezione che coinvolge una trentina di librerie associate al Sil (Sindacato italiano librai). Ne spiega le ragioni il presidente di Bergamo nonché Nazionale Alessandro Seghezzi: "L'editore interviene sui libri e decide un deprezzamento del patrimonio che le librerie hanno acquistato al prezzo originale salvo poi tutelarsi offrendo la possibilità di ricomprare i volumi svenduti al prezzo della promozione".
Alcune cifre: la collana dei "Miti" può essere acquistata a 3 euro contro i 4,60 del prezzo pieno. Sconto praticato: 35%. Che diventa del 28% per i libri di varia (da 8,40 a 6 euro). E la legge cosa dice? "Il Decreto Legge n.99 del 5 aprile 2001- puntualizza Seghezzi - fissa lo sconto massimo al 15% lasciando però all'editore la libertà di modificare in qualsiasi momento il prezzo del libro stabilito inizialmente".
Morale: "Con questa interpretazione l'editore diventa l'unico soggetto economico in Italia che può bypassare le normative sulle vendite straordinarie ritoccando i prezzi di merce di cui non ha più disponibilità".
E il libraio che fa? Mortificato nella sua professionalità diventa il mero esecutore di una decisione calata dall'alto su un patrimonio di sua proprietà. "Se l'obiettivo di queste campagne - aggiunge Seghezzi - vuole essere quello di vendere molti più libri a minor prezzo raggiungendo un numero maggiore di lettori le cifre del mercato dicono il contrario: in dieci anni non si sono registrati cambiamenti sul fronte di chi i libri li legge".
Una protesta che raccoglie adesioni anche da parte dei librai indipendenti e dalle organizzazioni sindacali di rappresentanza.