Proposte SIL all'On. Oliviero Diliberto


Siamo stati ricevuti dall’On. Diliberto, dove abbiamo posto all’attenzione le problematiche delle librerie e cartolibrerie e consegnata una nota scritta in merito.
L’On. dopo averci ascoltato attentamente si è reso disponibile a sostenere la nostra iniziativa per quanto riguarda la Legge sul libro e la modifica dell’art. 11.
Per quanto riguarda la proposta di modifica del punto 6 art. 68 della Legge Finanziaria 2007 pur condividendola ha posto un quesito che: se non è stato già deliberato questo articolo farà il quesito da noi sottoposto, altrimenti se ne dovrà parlare nella stesura della Legge sul libro.


Nota SIL all'On. Diliberto

Negli ultimi anni le librerie che ancora, nonostante tutto, si occupano della distribuzione dei testi scolastici si trovano a fronteggiare numerose difficoltà specifiche del settore che si sommano alle difficili condizioni nelle quali versa il settore del commercio, rendendo sempre più impraticabile la loro attività.
Da una parte i sempre più difficili rapporti con editori e distributori, che non solo riservano condizioni di fornitura sempre più penalizzanti ma che da qualche anno si impegnano in operazioni di sistematico scavalcamento delle librerie, dall’altra alcune iniziative in particolare del Ministero della Pubblica Istruzione stanno mettendo in un angolo librerie e cartolibrerie, soprattutto quelle indipendenti, categorie ormai vicine al limite dell’estinzione.
Le basti una dato: nella provincia di Bergamo i dati della locale Camera di Commercio ci indicano che a fronte di 486 esercizi del settore del 1989 ora possiamo contare solo 142 presenze. E, in più, nessun Comune sotto i 5000 abitanti (e questo limite sta continuando ad aumentare) ha più una cartolibreria né tantomeno una libreria.
Ciò lascia immaginare una situazione ben più grave in altre zone del nostro paese economicamente più svantaggiate e le ricadute sul livello dei servizi offerti alla cittadinanza e sulla diffusione culturale nel nostro Paese.
Nel rappresentare le librerie che trattano testi scolastici, dobbiamo citarle una serie di misure e di situazioni che hanno provocato questo disastro, e che ci auguriamo vorrà analizzare con noi al fine di trovare le giuste contromisure che ci permettano ancora di avere un futuro:

a. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha negli ultimi anni consentito agli Enti Locali di appaltare le forniture dei testi per la Scuola Primaria, di fatto consegnando l’intero mercato alla Grande Distribuzione e a strutture che ad essa fanno capo, dimenticando che l’istituto della Cedola Libraria fino ad allora in vigore serviva proprio ad avvicinare i giovani studenti alle librerie in generale e al libro nello specifico;

b. Lo stesso Ministero ha patrocinato e promosso l’attività di distribuzione dei libri di testo da parte di Poste Italiane;

c. In molte delle nostre scuola si svolge il commercio di libri di testo da parte di soggetti non autorizzati, dando vita ad un vero e proprio mercato parallelo sommerso di libri di testo, che contribuisce ad aumentare i costi di propaganda in capo agli editori coperti da continui aumenti nei prezzi di copertina;

d. La Grande Distribuzione ha iniziato da qualche anno ad occuparsi di libri di testo al solo scopo di farne prodotto civetta per attirare clientela, svilendo la componente di diffusione culturale del libro di testo che è diventato al pari di ogni altro bene di consumo uno strumento per perseguire le finalità finanziarie e strategiche della GDO stessa.

E’ pertanto con profondo stupore e pari rinnovata preoccupazione che abbiamo appreso che nell’impianto della Legge Finanziaria 2007 è previsto (punto 6 dell’art. 68) che addirittura istituti scolastici, comitati di genitori, reti di scuole potranno dal prossimo anno gestire in prima persona tale attività.
Tutte queste misure (lo stesso Ministro Fioroni lo ribadisce in questi giorni) sono state prese al fine di alleviare alle famiglie i sostanziosi esborsi economici derivanti dall’acquisto dei libri di testo.
Il nostro Sindacato, Onorevole, da tempo si esprime a fianco di quanti ritengono che in questo settore vi siano enormi distorsioni, primo tra tutti il prezzo elevato dei libri di testo e la pessima organizzazione del sistema distributivo, ma altrettanto fermamente ricorda che tutte le misure citate colpiscono solo ed unicamente i librai, mentre proprio i librai non solo non hanno nessuna voce in capitolo nella determinazione del prezzo di copertina dei testi, ma per di più spesso, anche a fronte del continuo taglio delle condizioni di fornitura ottenute dagli editori (attualmente lo sconto medio sul prezzo di copertina si aggira attorno al 17%), sono gli unici che riservano sconti alla clientela, certamente in misura compatibile con le condizioni appena citate.
Le politiche finora attuate, anche in considerazione del fatto che non vi è alcun contrasto alla concorrenza (lecita o meno, opportuna o meno) portata alle librerie da altri soggetti della filiera del libro, perfino dai loro stessi fornitori, sono totalmente incompatibili con l’obiettivo dichiarato ma mai perseguito di aumentare il numero di librerie e di conseguenza di lettori nel nostro Paese. Anzi, vanno proprio nella direzione opposta.
Da tempo poi sollecitiamo l’apertura di un tavolo di confronto sul tema, pronti a considerare eventuali difetti della nostra categoria, ma altrettanto convinti che sia necessario che la stessa disponibilità debba essere dimostrata da chi detiene le chiavi di questo mercato: l’istituzione scolastica e gli editori.