Costo
dei libri
In relazione al
Decreto emanato dal Ministero della Pubblica Istruizione in data 25 febbraio u.s.,
sul tetto di spesa della dotazione libraria per le scuole superiori per l’anno
scolastico 2008-2009, non possiamo far altro che ribadire quanto già a più
riprese espresso dal nostro Sindacato ed a tutt’oggi rimasto senza ascolto e
seguito alcuno.
La fissazione di tetti di spesa, che l’esperienza ci insegna quanto siano
facilmente aggirabili, rappresenta un approccio discutibile al problema del
caro-scuola.
Continuiamo ad essere convinti che è anacronistico qualsiasi intervento senza
affrontare complessivamente una rimodulazione del tema dei libri di testo.
Siamo convinti che tutti gli attori (insegnanti, editori, librai) debbano essere
coinvolti in questa ottica e da tempo offriamo le nostre competenze ed
esperienze maturate in decenni di presenza nel mercato scolastico.
Esperienze che ci portano ad affermare che il tema va affrontato partendo dal
superamento della peculiarità del libro scolastico rispetto agli altri libri,
toccando così lo spinoso nodo delle troppe storture nella filiera distributiva,
nella quale si alternano comportamenti e posizioni monopolistiche ed
evidentissimi casi di abusivismo commerciale e di concorrenza sleale a tutto
svantaggio del contenimento dei listini prezzi.
Va superato il modello attuale in cui quello dei libri di testo si presenta come
un mercato protetto (nel quale ci si può permettere qualsiasi comportamento)
solo in quella parte della filiera che sta a monte delle librerie, sulle quali
oggi si scaricano da una parte le ire dei consumatori, dall’altra le aspettative
di incremento di fatturato (reddito) da parte di editori e distributori.
Da tempo sosteniamo che vana è la ricerca di sistemi alternativi di
approvvigionamento (Poste, Grande Distribuzione, ecc.), che non solo non
contribuiscono al contenimento dei listini-prezzi (e il riproporsi annuale della
questione ne è la dimostrazione) ma che ancor più generano situazioni distorsive
a danno della presenza del servizio sul territorio e delle tasche dei
consumatori.
Inoltre, in una fase come la presente in cui si sono accentuate le difficoltà
per i bilanci familiari, il SIL raccomanda che si voglia finalmente prendere in
considerazione l’ipotesi più volte avanzata di defiscalizzare l’intero costo dei
libri (eliminando cioè l’IVA al 4%), permettendo alle famiglie di portare
l’imposta in detrazione sul modello Unico, dietro presentazione di fattura
nominativa rilasciata dalla libreria in cui viene fatto l’acquisto.
In questo quadro riteniamo pertanto poco efficace lo strumento adottato, come lo
sarà ogni forma di intervento che prescinda dalle linee guida fin qui da noi
suggerite e che non restituisca al tradizionale canale delle librerie la dignità
che dovrebbe esserle proprio. |