Campagna "Caro Libri"


Anche quest’anno si è scatenata e nei prossimi giorni lo sarà ancora di più la campagna del caro prezzo sui libri di testo che avrà l’effetto, come al solito, di far individuare il libraio e il cartolibrario come l’avido commerciante.
Questo è il frutto dei “tetti di spesa”.
Noi in questi anni abbiamo sempre rammentato che l’aumento medio dei prezzi dei testi scolastici era in linea con l’aumento del tasso d’inflazione.
Quest’anno, insieme all’ALI (altra associazione dei librai con la quale non è sempre facile collaborare).
Dobbiamo difendere il diritto degli operatori ad applicare gli aumenti, ricordando che il mercato dei libri scolastici è ricco solo per gli editori e per il loro sistema distributivo, mentre per librerie e cartolibrerie è sempre più povero e fortemente condizionato sia a causa del servizio da rendere all’utenza, sia per la necessità di sopravvivere economicamente.
In fondo il mercato della scolastica è una sorta di monopolio dove i guadagni sono tutti da una parte (AIE e grande distribuzione) le spese da un’altra (librai indipendenti).
Per venir fuori da questa situazione va fatta chiarezza su come viene applicato il prezzo di copertina: noi del Sil Confesercenti abbiamo fatto una indagine a tutto campo per verificare le percentuali di sconto che sono date dalle librerie e cartolibrerie.
Il prezzo di copertina, partendo da un prezzo medio dei libri scolastici di € 25.00, è così formato:

a) Costo industriale del libro per l’editore € 2.50;
b) Diritti d’autore 10% del prezzo di copertina;
c) Distribuzione e propaganda pari al 32%;
d) Il ricavo per librerie e cartolibrerie 18% lordo;
e) Ricavo netto all’editore 30%.