Posizione
ufficiale Sil Confesercenti sulla legge sul libro
Mentre pare ormai
avviato a conclusione l’iter per l’approvazione della nuova legge sul libro,
crediamo utile alla discussione fare presente la posizione del Sil Confesercenti
sul tema. Ci vantiamo infatti ancor oggi di rappresentare la posizione più
limpida e meno condizionata da altri fattori e commistioni di alcun tipo, a
favore delle librerie indipendenti, delle piccole librerie e delle
cartolibrerie.
Doverosa ci pare una premessa: il nostro Sindacato non è stato coinvolto in
alcun modo ai tavoli della trattativa: ci è solo stato richiesto, ad iter ormai
avanzato, l’avallo di alcuni emendamenti, che abbiamo ritenuto necessario
concedere e senza i quali anche i pochi obiettivi che questa legge concretizza
sarebbero venuti meno.
Inoltre una notazione sul metodo: la situazione del settore avrebbe richiesto al
legislatore di agire in funzione dell’interesse collettivo e non attraverso la
ricerca di una mediazione che di fatto vede prevalere anche questa volta chi è
in grado di fare la voce più grossa: gli editori e in particolare quelli che
detengono gran parte del mercato.
Se si fosse tenuto presente l’interesse collettivo di garantire un servizio sul
territorio (che già in gran parte è venuto meno) e di mettere anche sotto
controllo le dinamiche dei prezzi del prodotto-libro, si sarebbe giunti a ben
altra legge e a ben altre conclusioni, optando per soluzioni che in gran parte
degli altri stati europei sono già state adottate da decenni, con risultati
apprezzabili sotto tutti gli aspetti: tutela della piccola libreria e
dell’editoria indipendente, riduzione del prezzo dei libri, efficienza.
Poco senso ha parlare di prezzo fisso e nel contempo concedere la possibilità di
effettuare sconti fino al 15%, poco senso ha non normare un settore tanto
importante, per librai e consumatori, come quello dei testi scolastici (mentre
nel frattempo si rincorrono insensate soluzioni palliative che puntualmente
falliscono), poco senso ha concedere un canale preferenziale agli editori che si
possono permettere di possedere e gestire catene di librerie a discapito di
tutte le altre librerie (ci riferiamo alla possibilità di effettuare promozioni
per 11 mesi all’anno).
Alla fine dell’iter approvativo ne risulta un impianto di legge che contraddice
gli obiettivi enunciati al primo comma della stessa, e che pare raggiungere il
solo scopo di tutelare le librerie di catena dei grandi editori contro la grande
distribuzione.
In buona sostanza questa legge rischia, se non seguita da altri interventi, di
rappresentare l’ennesima occasione perduta, un nuovo rinvio alla reale soluzione
dei problemi del settore. Con la conseguenza che quando ci si accorgerà che la
legge in questione non è stata sufficiente ad invertire una tendenza, né a
tutelare davvero le piccole librerie né a portare vantaggi per i consumatori,
librerie e cartolibrerie saranno passate da “in estinzione” a “estinte”.
Rinnoviamo la disponibilità del nostro sindacato a fornire il proprio contributo
se si vorrà in qualsiasi sede approfondire meglio e più a fondo le tematiche e
le nostre posizioni.
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