giovedì , 23 maggio 2019

SIL Confesercenti scrive al ministro Bonisoli

Le richieste e le riflessioni del sindacato dei librai per rilanciare il settore

Il Sindacato Italiano Librai di Confesercenti ha presentato al Ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli alcune riflessioni e richieste relative ai problemi del settore del libro.

Il proficuo rapporto con il Ministro, che il sindacato ha incontrato in più occasioni, ha permesso al SIL di presentare alcune richieste normative immediate, poi un riassunto di quanto successo negli ultimi anni e della situazione attuale e a seguire alcune proposte di iniziative per la promozione della lettura e l’allargamento della base dei lettori, senza di che tutto il resto non serve.

Sul fronte normativo è necessario un intervento urgente sulla Legge Levi. In questi otto anni si sono manifestati tutti i limiti di un impianto che viene erroneamente catalogato tra le Leggi sul prezzo fisso.

A seguire pertanto siamo a puntualizzare le modifiche richieste alla Legge Levi (Legge 128 del 27/7/2011). Modifiche che, tra l’altro, sono in buona parte state condivise anche con le divisioni retail dei grandi gruppi nel corso di un lavoro comune tenutosi per oltre due anni tra il 2014 e il 2016 e che ha dato vita ad un documento presentato il 6 ottobre 2016, in un Seminario organizzato dalla Commissioni Cultura della Camera dei Deputati.

  1. Riduzione del tetto massimo di sconto dal 15% al 5%, con l’esplicita previsione dell’impossibilità di superare detto limite anche attraverso buoni spesa o altre forme che comportino un vantaggio superiore al tetto fissato;
  2. Soppressione dell’art. 2, comma 5, lettera f che consente di non attenersi al tetto massimo di sconto per libri pubblicati da oltre 20 mesi;
  3. Individuazione di un soggetto diverso, oggi sono i Comuni, per i controlli legati all’applicazione del nuovo dispositivo di legge: si propone Guardia di Finanza e Polizia Postale per il canale online.

La proposta di consentire la detrazione fiscale dell’acquisto dei libri, dei soli scolastici o di tutti i libri acquistati, che caldeggiamo, resta ovviamente vincolata alla disponibilità economica dello Stato. Dall’esperienza maturata in riunioni, incontri e tavoli precedenti l’introduzione di questa misura favorirebbe la convergenza sulle citate modifiche proposte anche di quanti ora si oppongono alla Revisione della Levi (Grandi Gruppi ed editori di scolastica).

Per leggere il documento completo clicca qui.

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