DOCUMENTO PREPARATORIO 

Assemblea Congressuale del 25 giugno

PREMESSA

Ormai da tempo è emersa l’esigenza di una riqualificazione del Sil, sia dal punto di vista dell’immagine, sia dal punto di vista dei contenuti della sua azione.

Il contesto

La necessità di rinnovamento deriva dal contesto nel quale il Sil si muove, mercati, tecnologie, sistemi di distribuzione e di vendita, editori: da ogni punto di vista, il mondo editoriale è attraversato da profondi e sempre più rapidi mutamenti, che si ripercuotono sia sulle librerie e sul loro modo di operare in quanto imprese, sia sulla figura e sul ruolo del libraio.

A ciò si aggiunga la sfida rappresentata dal decreto 114/98 di riforma del commercio, che, se da un lato ha aumentato le possibilità degli imprenditori, dall’altro favorisce la creazione di un contesto maggiormente concorrenziale.

In questa situazione, il vecchio modello di sindacato inevitabilmente arranca, perché - appunto - stanno cambiando i suoi referenti e il loro modo di agire e rischia di essere "irriconoscibile e inservibile" proprio per coloro che esso ambisce a rappresentare.

Il SIL: punti di debolezza

Se quanto esposto al punto precedente riguarda - in qualche misura - ogni organizzazione sindacale, per il Sil, oltre a ciò, vanno rimarcati alcuni specifici punti di debolezza che ne hanno limitato ulteriormente la funzionalità:

In sintesi :

  1. il Sil nacque come sindacato di librai puri e di cartolai, ma sempre di più questo modello evidenzia i propri limiti ;

  2. deve ancora eleggere un presidente nazionale, una figura, cioè, sufficientemente rappresentativa per i librai associati ;

  3. scarsi e sporadici sono i rapporti con gli editori e i distributori e con le loro emanazioni associative.

Il SIL: punti di forza

L’esperienza di alcune realtà locali, (seguite con attenzione ed incentivate dal Nazionale, anche finanziariamente) dove in questi anni il Sil è stato più attivo, dimostra che esso viene visto con favore dai librai, come l’organizzazione più dinamica e fattiva. Quando il Sil si muove sul territorio con iniziative concrete, esso viene seguito e apprezzato dai librai, a dimostrazione che ci sono amplissimi spazi da occupare, purché si imposti una politica rispondente alle esigenze specifiche della categoria.

Il nuovo SIL

C’è dunque bisogno di ripensare e ricalibrare il ruolo del Sil alla luce delle circostanze sopra esposte. Tale esigenza va concretizzata da due punti di vista:

  1. l’aspetto organizzativo interno ;

  2. le proposte e l’operatività esterna

L’organizzazione interna

Le debolezze evidenziate vanno affrontate, prima di tutto, dotando il Sil di una nuova dirigenza nazionale, perché di respiro nazionale sono parecchi dei temi da affrontare : basti pensare alla battaglia sulla legge per il libro o ai rapporti con gli editori. Inoltre, è necessario che la categoria si riconosca in una figura di presidente nazionale sufficientemente rappresentativo.

Occorre inoltre valutare attentamente l’opportunità di far diventare il Sil un sindacato di soli librai, individuando per i cartolai una diversa e più efficace soluzione organizzativa. Spesso i problemi che librai e cartolibrai si trovano ad affrontare sono diversi. Ciò pone una questione di funzionalità del Sil in termini di efficacia d’azione e di rappresentatività.

L’operatività esterna

Il Sil dovrebbe darsi un programma di lavoro consistente nel perseguire le finalità di seguito elencate, in modo sintetico e a titolo di suggerimento. Ciascun punto andrà poi approfondito e integrato nell’ambito del dibattito congressuale.

  • Rinnovato e più forte impegno per l’approvazione della legge sul libro, che dovrebbe contenere tre principi fondamentali :

  • - Prezzo fisso del libro ; (contenendo così la "concorrenza" sleale della G.D.O.)

  • - Misure di promozione della lettura

  • - Punto logistico e professionalità sono tra le armi rimaste in mano al libraio piccolo medio. Occorre quindi garantire alcune condizioni per permettere agli operatori di affrontare il mercato. In molte città questo non è più possibile perché il libraio non può certamente pagare gli affitti che si può permettere una "Feltrinelli", una Coop, un IPER, Benetton, etc. E così avviene l’espulsione dai Centri Storici. Serve quindi una legge Nazionale di salvaguardia per i negozi ad attività culturale o storica che sono in un punto da più di 20-30 anni. (vincoli di destinazione d’uso e interventi a sostegno della intera rete della libreria che, attraverso il credito agevolato, favoriscano l’acquisto dei locali).

  • Dovrebbe essere posta attenzione alla questione di una eventuale riforma del sistema delle gare d’appalto delle scuole e degli enti pubblici. tutto ciò allo scopo di tutelare i librai che attualmente si trovano ad essere sfavoriti nei confronti dei grossisti e della grande distribuzione.

  • Appoggio alle attività culturali delle istituzioni pubbliche e private, e collaborazione con gli editori per le iniziative di promozione della lettura.

  • Maggiore attenzione alla formazione e all’aggiornamento della categoria, attraverso l’organizzazione di corsi professionali riguardanti anche l’informatizzazione del punto vendita e - più in generale - l’uso delle tecnologie informatiche e di Internet.

  • Stipulazione di convenzioni con banche e aziende che possano facilitare il lavoro dei librai, sia dal punto di vista operativo (ad esempio l’informatizzazione), sia dal punto di vista dei rapporti con la clientela (ad esempio, carte di credito e altre facilitazioni di pagamento per i "lettori forti" o per l’acquisto di scolastica).

  • Interventi verso gli enti pubblici finalizzate alla riduzione dei costi per le librerie che organizzano attività culturali, nonché al reperimento di fondi per le iniziative organizzate nelle librerie.

  • Rapporti più stretti con le scuole, con i provveditorati e con altre istituzioni per iniziative in grado di coinvolgere sempre di più i bambini e i ragazzi nella lettura e nel piacere del libro ; a tal proposito, bisognerà adoperarsi affinché i libri che le scuole acquistano siano venduti direttamente dalle librerie e non dai grossisti, come spesso avviene ora.

  • Promozione di scambi ed esperienze comuni con le librerie e le associazioni di categoria di Paesi esteri.

Il ruolo della Confesercenti

Quanto precede rappresenta una serie di indicazioni operative sul futuro del Sil. A questo proposito, un’ultima considerazione va fatta : al di là degli aspetti pratici, il successo di una tale operazione sarà favorito in buona misura dal ruolo che la Confesercenti intende giocare per il rilancio del SIL soltanto con il sostegno convinto della Confederazione, infatti, tale risultato potrà essere raggiunto.